Stai pensando di aprire una partita IVA nel 2026? Che tu sia un freelance del digitale, un consulente, un artigiano, un commerciante o un aspirante imprenditore, questa guida ti accompagna passo dopo passo — dalla scelta del regime fiscale fino ai primi adempimenti.
L'apertura di una partita IVA è un momento cruciale: le decisioni che prendi all'inizio (regime fiscale, codice ATECO, cassa previdenziale) condizioneranno la tua fiscalità per anni. Per questo è fondamentale informarsi bene — e farsi assistere da un professionista.
Step 1: Scegli il regime fiscale giusto
La prima decisione — e la più impattante — è la scelta del regime:
Regime forfettario (consigliato per chi inizia)
Il regime forfettario è di gran lunga il più scelto dalle nuove partite IVA in Italia. Ecco perché:
- Aliquota agevolata: 5% per i primi 5 anni (se hai i requisiti startup), poi 15%. Confrontalo con l'IRPEF ordinaria al 23-43%.
- Limite ricavi: 85.000€/anno. Sotto questa soglia, il regime è applicabile (con alcune esclusioni).
- Niente IVA: non la addebiti in fattura e non la detrai sugli acquisti. Semplificazione enorme.
- Niente ISA: non sei soggetto agli Indici Sintetici di Affidabilità (le "pagelle" fiscali).
- Contabilità semplificata: niente registri IVA, niente libro giornale. Solo fatturazione e dichiarazione annuale.
Usa il calcolatore regime forfettario per simulare quanto pagheresti con i tuoi numeri reali.
Regime ordinario o semplificato
Se non puoi o non ti conviene il forfettario, le alternative sono:
- Regime semplificato: IRPEF progressiva (23-43%), IVA, costi reali deducibili, ISA. Per chi ha ricavi superiori a 85k o costi elevati.
- Regime ordinario: come il semplificato ma con bilancio completo. Obbligatorio per le SRL.
Non sai quale scegliere? Leggi il nostro confronto dettagliato forfettario vs ordinario con tabelle e numeri reali. Oppure usa il calcolatore lordo/netto P.IVA per confrontare i due regimi side-by-side.
Step 2: Scegli il codice ATECO
Il codice ATECO è il codice che identifica la tua attività economica. Non è un dettaglio burocratico: determina tre cose fondamentali per la tua fiscalità.
- Coefficiente di redditività forfettario (dal 40% all'86%) — Quanto del tuo fatturato diventa reddito imponibile. La differenza tra un coefficiente del 67% e uno del 78% su 50.000€ di ricavi è di 5.500€ di imponibile in più, che significa circa 1.400€/anno di tasse in più.
- Cassa previdenziale — A seconda dell'ATECO potresti dover iscriverti a INPS Gestione Separata (professionisti), INPS Artigiani, INPS Commercianti o a una Cassa professionale autonoma (avvocati, medici, ingegneri, etc.).
- Adempimenti specifici — Alcuni codici ATECO richiedono SCIA comunale, autorizzazioni sanitarie, iscrizioni a registri speciali.
Sbagliare ATECO può costarti centinaia di euro all'anno di tasse in più. Leggi la guida completa alla scelta del codice ATECO prima di decidere.
Step 3: Apri la partita IVA
Per professionisti e freelance (senza Camera di Commercio)
La procedura più semplice e veloce:
- Compila il modello AA9/12 online sul sito dell'Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. L'operazione è completamente gratuita.
- Ricevi il numero di P.IVA in pochi minuti — viene generato immediatamente.
- Iscrizione INPS Gestione Separata — avviene automaticamente con la comunicazione dell'AdE.
- Attiva un software di fatturazione elettronica — obbligatorio per tutti. Puoi usare il servizio gratuito dell'AdE (Fatture e Corrispettivi) oppure un software commerciale.
Per artigiani e commercianti
- Pratica ComUnica — Un modello unico telematico che attiva simultaneamente: Registro Imprese, INPS (gestione Artigiani o Commercianti), INAIL, Agenzia delle Entrate.
- Eventuale SCIA al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune.
- Eventuali autorizzazioni ASL per attività alimentari, sanitarie, etc.
Leggi la guida sui tempi di apertura per sapere esattamente quanto ci vuole per ogni tipo di attività.
Step 4: I primi adempimenti
Una volta ottenuta la partita IVA, ecco cosa fare subito:
- Apri un conto corrente dedicato — Non è obbligatorio per legge (per le ditte individuali), ma è fortemente consigliato per separare le finanze personali da quelle professionali e avere chiarezza nei flussi.
- Configura la fatturazione elettronica — Emetti la prima fattura di prova per verificare che tutto funzioni. Comunica il tuo codice destinatario SDI ai clienti.
- Segna le scadenze — Usa il Calendario Fiscale 2026 per segnare tutte le date importanti del tuo primo anno.
- Accantona il 35-40% di ogni incasso — Questa è la regola d'oro. Metti da parte almeno il 35% di ogni fattura incassata su un conto separato e non toccarla. A giugno, quando arriva il saldo IRPEF + INPS, sarai contento di averlo fatto.
L'errore più comune dei neo-forfettari: spendere tutto l'incasso e trovarsi a giugno senza soldi per il saldo delle imposte. L'F24 di giugno può essere una doccia fredda: per un fatturato di 30.000€, aspettati circa 10.000-12.000€ tra imposta sostitutiva, INPS e acconti. Accantona SEMPRE.
Quanto costa aprire una partita IVA?
- Professionista/freelance fai-da-te: 0€ (l'apertura online è gratuita)
- Professionista con assistenza commercialista: 100-300€ per la consulenza iniziale e la configurazione corretta
- Ditta individuale (artigiano/commerciante): 150-300€ tra diritti camerali, bolli e diritto annuale CCIAA
- SRL: 2.500-4.500€ complessivi (notaio, camera, capitale, consulenza). Vedi come aprire una SRL per il dettaglio completo.
Il nostro consiglio
Anche se tecnicamente puoi aprire la partita IVA da solo (soprattutto come professionista), fatti assistere da un commercialista almeno per la scelta del regime fiscale e del codice ATECO. Un errore iniziale — regime sbagliato, ATECO errato, cassa previdenziale non ottimale — può costarti molto di più della parcella del professionista.
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