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Fiscale 6 min di lettura

Regime Forfettario 2026: requisiti, limiti e novità

Tutto quello che devi sapere sul regime fiscale agevolato per partite IVA fino a 85.000€

06 aprile 2026 · 398 letture

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più utilizzato in Italia: oltre 2 milioni di contribuenti lo adottano. Ma quali sono i requisiti per accedervi nel 2026? E cosa cambia rispetto agli anni precedenti?

In questa guida approfondiamo tutti i requisiti, i limiti, le cause di esclusione, le aliquote e le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Cos'è il regime forfettario

Il regime forfettario, introdotto dalla Legge 190/2014 (commi 54-89) e successivamente modificato dalla Legge 145/2018, è un regime fiscale semplificato per le persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arte o professione con ricavi contenuti.

Le caratteristiche principali:

  • Imposta sostitutiva: 15% sull'imponibile (5% per i primi 5 anni se hai i requisiti startup)
  • Niente IVA: non la addebiti in fattura e non la detrai sugli acquisti
  • Niente ritenuta d'acconto: il committente non opera la ritenuta del 20%
  • Niente ISA: non sei soggetto agli Indici Sintetici di Affidabilità (le "pagelle" fiscali)
  • Contabilità semplificata: niente registri IVA, niente libro giornale, solo fatturazione elettronica e dichiarazione annuale
  • Reddito forfettario: il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi (non deducendo i costi reali)

Requisiti di accesso 2026

Per accedere al regime forfettario nel 2026 devi soddisfare TUTTI i seguenti requisiti:

1. Limite di ricavi: 85.000€

I tuoi ricavi o compensi dell'anno precedente (2025) non devono aver superato 85.000€. Il limite è calcolato per competenza (fatture emesse nell'anno, indipendentemente dall'incasso). Se hai più attività con codici ATECO diversi, si sommano tutti i ricavi.

2. Limite spese per personale: 20.000€

Le spese per lavoro dipendente, collaboratori, lavoro accessorio non devono superare 20.000€ lordi annui. Include: stipendi, contributi, compensi co.co.co, voucher, lavoro accessorio.

3. Limite reddito da lavoro dipendente: 30.000€

Se hai anche un reddito da lavoro dipendente o assimilato, questo non deve superare 30.000€ lordi nell'anno precedente. Eccezione: se il rapporto di lavoro è cessato nell'anno precedente, il limite non si applica (a meno che non sia lo stesso datore per cui fai la P.IVA).

4. Non controllare SRL nel settore

Non puoi avere partecipazioni di controllo (direttamente o indirettamente) in società a responsabilità limitata (SRL, SRLS) che svolgono attività economiche riconducibili a quella della tua partita IVA. "Riconducibili" è interpretato dall'AdE in senso ampio.

5. Residenza fiscale in Italia

Devi essere residente fiscale in Italia o, se residente UE/SEE, produrre almeno il 75% del reddito in Italia.

6. Non avere esclusivamente il rapporto con l'ex datore

Non puoi fatturare prevalentemente all'ex datore di lavoro o a soggetti a lui riconducibili per i 2 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro.

I coefficienti di redditività per ATECO

Il reddito imponibile forfettario si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Il coefficiente dipende dal codice ATECO della tua attività:

CoefficienteTipo di attivitàEsempi
40%Commercio al dettaglioNegozi, e-commerce prodotti, ambulanti
54%Commercio alimenti/bevandeBar, edicole, farmacie
62%Intermediari del commercioAgenti, mediatori
67%ArtigianiParrucchieri, estetiste, idraulici, elettricisti
78%ProfessionistiConsulenti, avvocati, ingegneri, designer, sviluppatori
86%Costruzioni e attività manualiImprese edili, traslocatori

Esempio: consulente marketing con ricavi 50.000€ e coefficiente 78% → reddito imponibile = 50.000 × 78% = 39.000€ → imposta sostitutiva 15% = 5.850€.

Usa il calcolatore regime forfettario per simulare la tua situazione specifica.

Aliquota startup al 5%: requisiti

Per i primi 5 anni di attività puoi applicare l'aliquota ridotta del 5% (invece del 15%) se:

  • Nei 3 anni precedenti l'apertura non hai esercitato attività artistica, professionale o d'impresa (nemmeno in forma associata o familiare)
  • L'attività non è mera prosecuzione di altra svolta in precedenza come lavoratore dipendente o autonomo (escluso il periodo di pratica obbligatoria per l'accesso alle professioni)
  • Se prosegui un'attività di altri, i ricavi dell'ultimo anno non superavano 85.000€

Le due soglie critiche: 85k e 100k

Ci sono due soglie con conseguenze diverse:

  • Superi 85.000€ ma resti sotto 100.000€: esci dal forfettario dall'anno successivo. Hai tempo per organizzarti, aprire i registri IVA, adeguare la fatturazione.
  • Superi 100.000€ nel corso dell'anno: esci dal forfettario immediatamente. Dalla fattura che fa superare la soglia devi applicare l'IVA al 22% e passare al regime ordinario. Questo è il caso più insidioso perché l'uscita è retroattiva per le operazioni dell'anno.

Consiglio: se a ottobre-novembre sei già a 70-75.000€ di ricavi, inizia a pianificare: puoi rinviare alcune fatture a gennaio? Conviene investire in attrezzature/formazione per ridurre l'imponibile dell'anno successivo (in ordinario)?

Contributi previdenziali: non sono inclusi nel forfettario

Il regime forfettario non esonera dai contributi previdenziali. Le casse principali:

  • INPS Gestione Separata (professionisti senza cassa): aliquota 26,07% sul reddito forfettario. Nessun minimale.
  • INPS Artigiani: aliquota ~24% con minimale annuo di circa 4.500€ (da pagare anche se fatturi zero)
  • INPS Commercianti: aliquota ~24,48% con minimale annuo di circa 4.550€
  • Casse professionali (avvocati, medici, ingegneri, etc.): regole specifiche per cassa

I forfettari iscritti INPS artigiani/commercianti possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi (ma questo riduce anche la futura pensione).

Calcola i tuoi contributi: calcolatore INPS Gestione Separata.

Novità 2026

Le principali novità per il forfettario nel 2026:

  • Soglia confermata a 85.000€: nessun innalzamento (ci sono proposte per portarla a 100.000€ ma non sono state approvate)
  • Concordato Preventivo Biennale: anche i forfettari possono aderire al CPB per il biennio 2026-2027, con flat tax aggiuntiva sul reddito concordato eccedente
  • Fatturazione elettronica obbligatoria: confermata per tutti i forfettari (in vigore dal 2024)
  • INPS Gestione Separata: aliquota confermata al 26,07%

Confronto con il regime ordinario

Per capire se il forfettario conviene ancora alla tua situazione, usa il confronto dettagliato forfettario vs ordinario con tabelle e numeri reali. In generale:

  • Conviene il forfettario se: ricavi sotto 85k, pochi costi reali, semplicità di gestione
  • Conviene l'ordinario se: costi reali superiori al forfait del coefficiente, ricavi sopra 85k, necessità di detrarre IVA, investimenti importanti

Risorse correlate

Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

Posso fare il forfettario se sono dipendente?
Sì, ma solo se il reddito da lavoro dipendente è sotto 30.000€/anno. Sopra questa soglia non puoi accedere al forfettario.
Cosa cambia nel 2026?
Nel 2026 la soglia rimane stabile a 85.000€. È stata confermata la flat tax incrementale per il quinquennio 2024-2028.

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