Il regime forfettario ha requisiti precisi che vanno verificati ogni anno. Se ne perdi uno, devi uscire — e le conseguenze possono essere costose se non ti prepari.
Le cause di esclusione più comuni
- Ricavi superiori a 85.000€: uscita dall'anno successivo (sotto 100k) o immediata (sopra 100k)
- Partecipazione di controllo in SRL che opera nello stesso settore della tua P.IVA
- Reddito da lavoro dipendente superiore a 30.000€ nell'anno precedente
- Fatturazione prevalente all'ex datore di lavoro nei 2 anni successivi alle dimissioni
- Residenza fiscale estera (se non produci almeno 75% del reddito in Italia)
Come verificare ogni anno
A gennaio di ogni anno, fai un check di 10 minuti con il commercialista:
- Hai aperto/acquisito quote di SRL nel tuo settore?
- Il tuo reddito dipendente dell'anno precedente ha superato 30.000€?
- Hai fatturato principalmente all'ex datore?
- Hai cambiato residenza?
Cosa succede se perdi i requisiti
Dall'anno successivo alla perdita dei requisiti, passi automaticamente al regime ordinario:
- IRPEF progressiva 23-43% invece del 15% sostitutiva
- IVA: devi applicarla in fattura (22%) e puoi detrarla sugli acquisti
- ISA: soggetto agli Indici Sintetici di Affidabilità
- Contabilità: registri IVA obbligatori, liquidazioni periodiche
- Costi commercialista: tipicamente raddoppiano
Si può rientrare?
Sì. Se nell'anno precedente soddisfi nuovamente tutti i requisiti (ricavi sotto 85k, niente SRL, etc.), puoi rientrare nel forfettario dall'anno successivo. Non c'è periodo di attesa.
Il rischio nascosto: la mancata comunicazione della perdita dei requisiti può portare a sanzioni e al ricalcolo retroattivo di tutte le imposte in regime ordinario, con interessi. Meglio scoprirlo a gennaio che a marzo sotto accertamento.