Le stock options sono strumenti finanziari sempre più usati come incentivo per dipendenti, dirigenti e collaboratori, soprattutto in startup e aziende tech.
Cosa sono
Sono il diritto (non l'obbligo) di acquistare in futuro azioni della società a un prezzo prefissato (strike price). Se al momento dell'esercizio il valore di mercato è superiore allo strike, ottieni un guadagno.
3 momenti rilevanti fiscalmente
- Assegnazione (granting): ti vengono concesse le opzioni → di solito non tassabile
- Esercizio (exercising): paghi lo strike e ricevi le azioni → tassazione come reddito di lavoro dipendente sulla differenza tra valore mercato e strike
- Vendita: rivendi le azioni → plusvalenza al 26%
Tassazione all'esercizio
Esempio: ricevi 1.000 stock options a strike 1€. Dopo 2 anni eserciti quando il valore di mercato è 10€/azione.
- Costo esercizio: 1.000€
- Valore mercato: 10.000€
- Compenso in natura tassabile: 9.000€ → IRPEF + contributi (come stipendio)
Esenzione startup innovative
Per i dipendenti, amministratori e collaboratori di startup innovative esiste un'esenzione: il compenso in natura derivante dall'assegnazione di azioni/quote NON concorre al reddito imponibile, fino a un massimo di 50.000€/anno, a patto che le quote vengano detenute per almeno 3 anni.
Vendita successiva
Quando vendi le azioni ricevute con stock options, calcoli la plusvalenza come differenza tra prezzo di vendita e valore già tassato all'esercizio. La plusvalenza è tassata al 26% (capital gain).
Adempimenti
Le stock options vanno indicate in dichiarazione dei redditi: quadro RM/RW per opzioni straniere, quadro C/D del 730 per il compenso in natura.