Il Modello 770 è la dichiarazione annuale dei sostituti d'imposta: datori di lavoro, enti, professionisti che hanno operato ritenute su compensi, stipendi, dividendi e altre somme nel corso dell'anno.
Chi deve presentarlo
- Datori di lavoro (aziende, studi professionali con dipendenti)
- Enti pubblici e privati che erogano redditi di lavoro dipendente/autonomo
- Condomini che pagano compensi a professionisti (es. amministratore)
- Società che distribuiscono dividendi
- Intermediari finanziari che operano ritenute su interessi/plusvalenze
Cosa contiene
Il 770 riassume tutte le ritenute operate nell'anno precedente:
- Ritenute su lavoro dipendente (codice 1001)
- Ritenute su lavoro autonomo (codice 1040)
- Ritenute su dividendi
- Ritenute su interessi bancari
- Contributi INPS versati
- Dati delle CU (Certificazioni Uniche) rilasciate
Scadenza 2026
La scadenza per la presentazione telematica è il 31 ottobre 2026 (era 30 settembre in passato). Trasmissione obbligatoria via Entratel tramite intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro).
Sanzioni per omessa presentazione
- Omessa presentazione: sanzione dal 120% al 240% delle ritenute non dichiarate (minimo 250€)
- Presentazione tardiva (entro 90 giorni): sanzione ridotta (ravvedimento operoso)
- Dati incompleti o errati: sanzione da 250€ a 2.000€ per errore sanabile
Rapporto con la CU
Il 770 è il "riassunto annuale" delle CU già trasmesse mensilmente. In teoria i dati dovrebbero coincidere. In pratica, discrepanze sono frequenti — soprattutto per: dipendenti assunti/cessati in corso d'anno, compensi a professionisti pagati a dicembre ma dichiarati nel 770 dell'anno successivo, conguagli di fine anno.
Per i commercialisti: il 770 è tra gli adempimenti più delicati perché coinvolge dati di terzi (dipendenti, collaboratori). Un errore nel 770 genera problemi a cascata: nella dichiarazione precompilata del dipendente, nei contributi INPS, nei controlli automatici dell'AdE.