Chiudere la partita IVA è un'operazione più semplice di quanto si pensi — ma va fatta correttamente per evitare problemi con l'Agenzia delle Entrate e l'INPS. Ecco la procedura completa, i costi e le conseguenze.
Quando chiudere la partita IVA
Devi chiudere la P.IVA quando:
- Cessi definitivamente l'attività (non prevedi di emettere più fatture)
- Diventi dipendente a tempo pieno e non vuoi mantenere la P.IVA
- Ti trasferisci all'estero perdendo la residenza fiscale italiana
- L'attività non è più sostenibile economicamente
NON devi chiuderla se: hai un periodo di inattività temporaneo (puoi mantenerla aperta senza fatturare), oppure se diventi dipendente ma vuoi mantenere l'attività autonoma in parallelo.
Procedura di chiusura
Per professionisti e freelance
- Modello AA9/12 di cessazione, da presentare all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla cessazione dell'attività. Si può fare online (Fisconline/Entratel con SPID) o tramite intermediario.
- Comunicazione INPS: la chiusura della P.IVA viene comunicata automaticamente dall'AdE all'INPS (per la Gestione Separata). Per Artigiani/Commercianti serve anche la cancellazione dal Registro Imprese.
- Ultima dichiarazione dei redditi: dovrai presentare la dichiarazione per l'ultimo anno (parziale) di attività, versando saldo imposte e contributi.
Per ditte individuali (artigiani/commercianti)
- Pratica ComUnica di cessazione: cancellazione dal Registro Imprese + chiusura posizioni INPS + INAIL. Tramite il commercialista o il SUAP.
- SCIA di cessazione: se l'attività richiedeva autorizzazioni comunali.
- Ultima dichiarazione dei redditi
Costi di chiusura
- Professionista fai-da-te: 0€ (la cessazione online è gratuita)
- Tramite commercialista: 100-200€ per la pratica
- Ditta individuale (ComUnica): 50-100€ di diritti
- Ultima dichiarazione dei redditi: costo della compilazione (50-300€ a seconda della complessità)
Cosa succede dopo la chiusura
- Saldo imposte e contributi: dovrai versare il saldo delle imposte e dei contributi relativi all'ultimo anno (anche parziale). L'F24 va versato alle scadenze ordinarie (giugno/novembre).
- Conservazione documenti: devi conservare tutte le fatture, dichiarazioni e documenti per almeno 10 anni dalla chiusura (art. 2220 codice civile).
- Accertamenti: l'AdE può effettuare accertamenti fino a 5 anni dopo la chiusura (7 in caso di omessa dichiarazione).
- Eventuali crediti IVA: se hai un credito IVA residuo, puoi chiederne il rimborso nella dichiarazione di cessazione.
Attenzione: chiudere la P.IVA NON cancella i debiti contributivi pregressi con l'INPS. Se hai contributi non versati, restano dovuti anche dopo la chiusura.
Chiusura d'ufficio
Se non chiudi la P.IVA ma non emetti fatture e non presenti dichiarazioni per 3 anni consecutivi, l'AdE può procedere alla chiusura d'ufficio. Tuttavia, questo comporta sanzioni per omessa dichiarazione per ogni anno non dichiarato. Meglio chiudere tu stesso.
Riaprire dopo la chiusura
Puoi riaprire una nuova partita IVA in qualsiasi momento dopo la chiusura. Il numero P.IVA sarà diverso. Se riapri con regime forfettario, i 5 anni dell'aliquota startup al 5% non si azzerano: contano dalla prima apertura in assoluto.