Il panorama dei bonus edilizi nel 2026 si è semplificato rispetto al caos degli anni del Superbonus 110%. Meno incentivi, meno confusione, ma quelli rimasti sono ancora molto vantaggiosi per chi ristruttura casa o migliora l'efficienza energetica del proprio immobile.
Facciamo il punto completo su cosa resta attivo, cosa è cambiato e come ottenere i bonus nel 2026.
Bonus Ristrutturazione: confermato al 50%
Il "classico" bonus ristrutturazione resta il più usato dagli italiani. Ecco i dettagli:
- Detrazione IRPEF: 50% delle spese sostenute
- Massimale: 96.000€ per unità immobiliare
- Ripartizione: 10 quote annuali di pari importo
- Lavori ammessi: manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Per le parti comuni condominiali anche manutenzione ordinaria.
Il pagamento deve essere effettuato obbligatoriamente con bonifico parlante, mai con bonifico ordinario, assegno o contanti. Il bonifico parlante è l'unico strumento che consente alla banca di operare la ritenuta dell'8% e all'AdE di tracciare la spesa.
Attenzione: il bonus ristrutturazione standard scende al 36% (con massimale 48.000€) dal 2028 se non viene prorogato. Chi ha intenzione di ristrutturare, conviene farlo entro il 2027 per sfruttare il 50%.
Ecobonus: efficienza energetica al 50% e 65%
Per gli interventi di miglioramento energetico esistono due aliquote:
Detrazione al 65%
- Sostituzione caldaia con caldaia a condensazione classe A + sistema di termoregolazione evoluto
- Installazione pompa di calore ad alta efficienza
- Cappotto termico (isolamento pareti esterne)
- Installazione pannelli solari termici per acqua calda
- Building automation (domotica per il risparmio energetico)
Detrazione al 50%
- Sostituzione infissi e serramenti
- Installazione schermature solari (tende, persiane)
- Sostituzione caldaia con modello a condensazione senza termoregolazione
I massimali variano per tipo di intervento: da 30.000€ per le caldaie a 100.000€ per il cappotto termico.
Sismabonus: dal 50% all'85%
Per gli interventi di adeguamento antisismico su edifici situati in zone sismiche 1, 2 e 3 (la maggior parte del territorio italiano):
- 50%: intervento antisismico generico
- 70%: se l'intervento porta a un miglioramento di 1 classe sismica
- 80%: se porta a un miglioramento di 2 classi sismiche
- 85%: per interventi su parti comuni condominiali con miglioramento di 2 classi
Massimale: 96.000€ per unità immobiliare. È il bonus più conveniente in assoluto per chi vive in zone a rischio sismico.
Bonus Mobili ed Elettrodomestici
Detrazione 50% per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica A+ (o superiore), collegati a un intervento di ristrutturazione in corso o completato nell'anno precedente.
- Tetto di spesa 2026: 5.000€ (era 8.000€ nel 2024)
- Detrazione massima: 2.500€
- Ripartizione: 10 rate annuali
- Requisito: deve essere collegato a una ristrutturazione (non stand-alone)
Bonus Verde
Detrazione 36% per la sistemazione a verde di aree private (giardini, terrazzi, coperture verdi). Massimale 5.000€ per unità immobiliare. Resta attivo nel 2026.
Superbonus: cosa ne resta
Il celebre Superbonus 110% è terminato per la quasi totalità dei beneficiari. Nel 2026 resta attivo solo al 65% per:
- Condomini che avevano già presentato la CILAS entro il 2023
- ONLUS, associazioni di volontariato, enti del terzo settore
Per tutti gli altri, il Superbonus è stato sostituito dai bonus "ordinari" sopra elencati (ristrutturazione 50%, ecobonus 65%, sismabonus fino all'85%).
Come ottenere i bonus: procedura corretta
- Verifica l'ammissibilità dei lavori con il tuo commercialista o tecnico abilitato
- Ottieni i preventivi e verifica che l'impresa sia in regola (DURC, iscrizione Camera di Commercio)
- Paga SEMPRE con bonifico parlante — la causale deve indicare il riferimento normativo, il tuo codice fiscale e la P.IVA dell'impresa
- Conserva tutta la documentazione: fatture, bonifici, asseverazioni, pratica ENEA (per ecobonus), attestazione energetica pre/post intervento
- Inserisci le spese nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF) nell'anno successivo a quello del pagamento
Cessione del credito e sconto in fattura: queste opzioni sono state eliminate per tutti i bonus dal 2024 (salvo eccezioni per ONLUS e aree terremotate). Puoi usufruire dei bonus solo come detrazione IRPEF diretta nella tua dichiarazione dei redditi.
Calcola il tuo risparmio
- Calcolatore IRPEF — per stimare quanto effettivamente detrairai dalle imposte
- Simulatore rimborso 730 — per vedere se avrai un rimborso in busta paga
- Guida completa bonus edilizi 2026
- Cos'è il bonifico parlante e come farlo
- Tutte le detrazioni fiscali 2026
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Domande frequenti
Posso ancora cedere il credito dei bonus edilizi?
No, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati eliminati per tutti i bonus dal 2024, salvo eccezioni specifiche per ONLUS, enti del terzo settore e interventi in aree terremotate. L'unica modalità per fruire dei bonus è la detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi, ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Il bonus ristrutturazione vale anche per la manutenzione ordinaria?
Per le singole unità immobiliari (case, appartamenti), il bonus ristrutturazione 50% si applica solo alla manutenzione straordinaria, non a quella ordinaria (tinteggiatura, sostituzione piastrelle, etc.). Per le parti comuni condominiali, invece, anche la manutenzione ordinaria dà diritto alla detrazione. La differenza è spesso sottile: un buon commercialista o tecnico abilitato può aiutarti a classificare correttamente i lavori.
Cosa cambia dal 2028?
Se non vengono prorogati, dal 2028 il bonus ristrutturazione scende al 36% con massimale di 48.000€ (attualmente 50% con massimale 96.000€). È il momento migliore per pianificare i lavori: chi ristruttura entro il 2027 sfrutta condizioni molto più favorevoli.
Il quadro normativo
Il bonus ristrutturazione 50% è disciplinato dall'art. 16-bis del TUIR (DPR 917/86) e dalla Legge di Bilancio 2025 che ha prorogato la misura fino al 31/12/2027. L'ecobonus è regolato dalla Legge 296/2006 (art. 1, commi 344-349). Il sismabonus è previsto dall'art. 16, commi 1-bis e seguenti, del D.L. 63/2013. Il bonus mobili è disciplinato dall'art. 16, comma 2, del D.L. 63/2013. La cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati eliminati dall'art. 2 del D.L. 11/2023 (Decreto Blocca Cessioni).
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